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  • Immagine del redattoreMattia Bizzotto

[TRA 8 SETTIMANE NON CI SARÀ PIÙ NULLA]

Tu li hai mai visti 50 milioni di euro?


Io sì, e ci sono anche stato dentro.


Non ti dico questo per farti essere invidioso o per vantarmi, tranquillo.


Te lo dico perché potresti starci anche tu.


Se sei già abbastanza fortunato da nuotare nelle banconote come Zio Paperone, questo post non è per te.


Goditi i tuoi bagnetti.


Ma se sei uno stronzo qualunque come me che leggendo la prima frase ha pensato “Seeee io non so manco come sono fatti”, ti conviene continuare a leggere.


Facciamo prima una premessa: io non sono un tipo facilmente impressionabile, da questo punto di vista.


In passato mi sono trovato anche in mezzo quasi a un miliardo di euro di merce, ma mai nel network.


In questo campo, non avevo mai visto niente di simile.


Se ti sei già un po’ avvicinato al mondo del network, avrai sicuramente incontrato persone che ti promettevano GRANDI RISULTATI perché l’azienda aveva una GRANDE VISION.


Ecco, era una cazzata.


Non fraintendermi, io amo la big vision.


La vision è importantissima: se non sai dove vuoi arrivare, che ti muovi a fare?


È fondamentale essere in grado di credere senza vedere (in alcune occasioni almeno), se si vuole approcciare il favoloso mondo del network.


Quello che intendo è che la big vision, da sola, non basta.


Non è sufficiente visualizzare, appunto, un obiettivo per raggiungerlo effettivamente.


E poi, a quale costo.


Sono il primo ad essere consapevole che è una bellissima sensazione trovarsi in una stanza piena di gente che aspira tutta a raggiungere grandi risultati.


So anche, però, come ci si senti quando, dopo qualche mese (o anno), i risultati non solo non arrivano come sperati, ma a volte non arrivano proprio.


Ci vuole qualcosa di più della vision.


E questo qualcosa in più sono I NUMERI.


Ci sono dei momenti nei quali la concretezza deve essere tangibile.


Ciò che non puoi dimostrare con i numeri o con i dati scientifici, sono solo parole al vento.


Se ti metti nel mare in una barchetta di carta perché hai la big vision che attraverserai l’oceano, dopo poco affonderai.


Non sono io ad essere pessimista, sono i fatti che lo dimostrano.


A volte, quello di cui c’è bisogno sono CONCRETEZZA e POTENZA AZIENDALE.


No, tranquillo, non mi sono trasformato in un impiegato.


Dico solo che, se fossi un calciatore, ti piacerebbe giocare in serie A, no?


Perché con il tuo lavoro dovrebbe essere diverso?


Io ho provato ad attraversare il mare in barchette di carta, credimi.


Ci ho messo tutta la mia volontà, tutto quello che potevo dare.


E se mi permetti non essere fintamente modesto, sono riuscito anche a fare una carriera degna di questo nome.


Si può fare, anche in quei contesti.


Ti tocca penare, però, e nemmeno poco.


Se dovessi andare non so, da Padova a Roma, preferiresti l’autostrada o le stradine di campagna?


Ora ho una famiglia, sono cresciuto.


Ho bisogno di concretezza.


Una concretezza che ho visto domenica e lunedì scorsi, quando mi sono ritrovato circondato da 50 milioni di euro in prodotti nel quartier generale di PM International a Speyer, in Germania.


Da qui Rolf Sorg è partito trent’anni fa con due frullati in mano e una crema e ha creato un impero.


Ora, secondo te, lui non ce l’aveva la big vision?


Io direi proprio di sì, e anche bella potente, se vuoi il mio parere.


Solo che lui non ha deciso di salpare per l’oceano piegando quattro fogli di giornale.


Ha creato una struttura aziendale solida, concreta, che dopo soli 9 anni dalla sua fondazione è stata inserita nella top 100 delle compagnie più innovative della Germania.


Che è arrivata a vendere oltre 800 milioni di prodotti, producendo oltre 2 miliardi e mezzo di fatturato.


Che ha 4 headquarter nel mondo, più una serie di sedi sussidiarie tra cui è inclusa l’Italia.


Con un magazzino di stoccaggio, a Speyer appunto, dove vengono tenuti circa 50 milioni di euro di prodotti.


E questi prodotti non restano mai lì per più di 8 settimane.


Tutto questo non lo ottieni solo con le promesse che fai ai tuoi collaboratori, se queste si basano sul niente.


Ci arrivi facendo squadra mentre nel frattempo costruisci un’azienda solida su tutti i fronti.


Con un team di 15 esperti scientifici.


Con 70 brevetti registrati.


Con 30 anni di esperienza, perché sì, tutto questo non si costruisce in un giorno.

Ecco a cosa serve la big vision: a partire da zero sapendo dove, ma soprattutto COME, ci vuoi arrivare.


Non ti far incantare da chi vuole venderti solo parole: fai parlare i numeri, che quelli non possono mentire mai.


E no, in PM International non sei solo un numero in una grande azienda.


Capisco benissimo se questo è il tuo timore.


Ma guarda bene questa foto.


Escluse le due persone che rappresentano le più alte qualifiche di PM in Italia, il resto sono persone comuni (mi vedi?), che hanno deciso di lavorare per i loro sogni in questa realtà e che sono state trattate come signori.


C’è un valore umano che è raro vedere, non solo e soprattutto nelle aziende grandi, ma ovunque.


Nella pancia di questo colosso da quasi tre miliardi, noi ci siamo sentiti a casa.


Ci siamo sentiti di valore.


Noi ce l’abbiamo tutti la big vision, non ti credere.


Perché se ti manca quella amico, non importa quanto è grande l’azienda dove ti trovi.


Senza una big vision su te stesso, sul tuo futuro, resterai sempre a zero risultati.


Però poi si tratta di scegliere se preferisci l’autostrada o lo sterrato.


Io ho già fatto la mia scelta.


Vuoi scoprire cosa sarà rimasto tra 8 settimane?


Scrivimi,





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